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Disegnare la guerra civile spagnola

Le immagini danno forma a qualcosa di reale e riescono a rappresentare i dettagli che le parole da sole non raggiungono. Sono immediate e arrivano persino al lettore più inesperto, che può facilmente riuscire a catare il significato superficiale della storia.

Come sostiene Hugo Pratt, illustratore e scrittore italiano, i fumetti sono “letteratura disegnata”, in cui questi due generi si mescolano e il messaggio etico si fonde con quello estetico.

Per questo leggere la storia della Guerra Civile Spagnola attraverso i fumetti disegnati da autori celebri come Alfonso Zapico, Paco Roca e Antonio Altarriba, è come andare indietro con la memoria fino agli avvenimenti accaduti tra gli anni 1936 e 1939, affinché non si dimentichi ciò che segnò totalmente la memoria collettiva spagnola.

Alfonso Zapico, illustratore asturiano, comincia a lavorare come disegnatore pedagogico e pubblica fondamentalmente per il mercato franco-belga. La sua prima opera, La guerra del professor Bertenev, viene pubblicata in Francia e successivamente pubblica fumetti importanti come Café Budapest, La ballata del Nord e Dubliners, ispirata alla novella di James Joyce.

La ballata del Nord narra gli avvenimenti del 1934 durante la rivoluzione operaia dei minatori asturiani che cercarono di attaccare la capitale. Protagonista è Tristán, un giornalista editore di poesia russa, figlio di un minatore. Dopo la Guerra in Marocco, quando si stabilisce la seconda Repubblica nel 1931, in Asturia la gente comincia ad avere una forte illusione di cambiamento, che, tuttavia, dura molto poco. Ciò che interessa di più a Zapico non è fare un commentario storico, ma narrare la storia dell’uomo comune, la lotta quotidiana per la sopravvivenza, secondo il concetto di intra-storia di Miguel Unamuno e, durante lo svolgimento degli avvenimenti, si mescolano personaggi molto differenti. Mentre il primo libro desidera narrare la vita ordinaria dei minatori, il secondo entra maggiormente nei dettagli della rivoluzione e infine il terzo ci fa comprendere che la rivoluzione ormai è stata persa con l’arrivo di Franco.

Per quanto riguarda lo stile grafico scelto dall’artista, Zapico preferisce i disegni in bianco e nero con una texture di carta grigia, dato che grigia è la storia di questi eventi drammatici. Il tratto di Zapico è tremolante e caricaturesco, quasi espressionista. Ciò espressa un’implicazione molto forte e una adesione e partecipazione dell’illustratore.

Le fonti documentali consistono in documenti ufficiali forniti dalla Repubblica, nonostante anche gli esiliati scrissero la propria versione dei fatti. Zapico utilizza questi documenti come scheletro della storia, mentre il resto del racconto è basato su fonti veritiere di persone reali e ricordi narrati dalla gente.

Patrizia De Filpo

 

Versione spagnola

Dibujar la guerra civil española

Las imágenes dan forma a algo real y llegan a representar los detalles que las palabras por sí solas no logran. Son inmediatas y llegan también al lector más inexperto, que puede fácilmente captar el sentido superficial de la historia.

Como sostiene Hugo Pratt, ilustrador y escritor italiano, las historietas son “literatura dibujada”, donde estos dos géneros artísticos se mezclan y el mensaje ético se funde con el estético.

Por eso leer la historia de la Guerra Civil Española a través las historietas dibujadas por autores célebres como Alfonso Zapico, Paco Roca y Antonio Altarriba, es como volver atrás con la memoria hasta los acontecimientos ocurridos entre los años 1936 y 1939, para no olvidar lo que signó totalmente la memoria colectiva española.

Alfonso Zapico, ilustrador asturiano, empieza a trabajar como dibujante pedagógico y pública fundamentalmente para el mercado franco-belga. Su primera obra, La guerra du professeur Bertenev, es publicada en Francia y después pública historietas importantes como Café Budapest, La balada del Norte y Dubliners, inspirada a la novela de James Joyce.

La balada del Norte narra los acontecimientos de 1934 durante la revolución obrera de los mineros asturianos que intentaron atacar la capital. Protagonista es Tristán, un periodista editor de poesía rusa, hijo de un minero. Después del desastre en Marruecos, cuando se establece la segunda República en 1931, en Asturias la gente empieza a tener una fuerte ilusión de cambio, que, sin embargo, dura muy poco. Lo que más interesa a Zapico no es hacer un comentario histórico, sino narrar las historias del hombre común, la lucha cotidiana para la supervivencia, según el concepto de intrahistoria de Miguel Unamuno, y durante el desarrollo de los acontecimientos se mezclan personajes muy diferentes. Mientras el primer libro quiere narrar la vida ordinaria de los mineros, el segundo entra en los detalles de la revolución y finalmente el tercer nos hace entender que la revolución está perdida con la llegada de Franco.

Con respecto al estilo gráfico elegido por el artista, Zapico prefiere los dibujos en blanco y negro con una textura de papel gris, dado que gris es la historia de estos acontecimientos dramáticos. El trazo de Zapico es parpadeante y caricaturesco, casi expresionista. Esto expresa una implicación muy fuerte y una adhesión y participación del ilustrador.

Las fuentes documentales consisten en documentos oficiales fornidos por la República, a pesar de que los exiliados también escribieron sus propias versiones. Zapico utiliza estos documentos como esquéleto de la historia, pero el resto del relato se basa en fuentes verdaderas de personas reales y recuerdos narrados por la gente.

Patrizia De Filpo

Categorie: Cultura

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